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Meccanismo biochimico e altri effetti negativi dell'alcol sul corpo umano

L’alcol è una delle sostanze psicoattive più utilizzate al mondo. Tuttavia, il consumo di alcol può influire negativamente sulla produzione di melatonina, un ormone che aiuta a regolare il sonno. In questo articolo, esploreremo gli effetti dell’alcol sul sonno e sul corpo umano.

L’alcol e la riduzione della produzione di melatonina: il meccanismo biochimico

La melatonina è un ormone prodotto principalmente dalla ghiandola pineale nel cervello, ma anche in altri tessuti del corpo, come il tratto gastrointestinale e la retina. La sua produzione è influenzata dalla luce e dal buio attraverso il ritmo circadiano, che regola i cicli sonno-veglia del corpo. Durante il giorno, la luce stimola la soppressione della produzione di melatonina, mentre durante la notte, il buio stimola la sua produzione.

Il meccanismo biochimico che porta alla produzione di melatonina coinvolge l’amminoacido triptofano, che viene convertito in serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore e il sonno. La serotonina viene quindi convertita in melatonina attraverso una serie di reazioni biochimiche che coinvolgono l’enzima serotonina-N-acetiltransferasi (SNAT) e l’enzima N-acetilserotonina-metiltransferasi (ASMT).

Il consumo di alcol può interferire con questo processo in vari modi. In primo luogo, l’alcol può ridurre la disponibilità di triptofano nel corpo, poiché viene assorbito rapidamente nel flusso sanguigno e trasportato al fegato per essere metabolizzato. In secondo luogo, l’alcol può inibire l’attività dell’enzima SNAT, che è coinvolto nella conversione di serotonina in melatonina. Infine, l’alcol può interferire con la regolazione del ritmo circadiano, poiché può causare sonno interrotto e alterazioni del ciclo sonno-veglia.

Il ritmo circadiano è un meccanismo biologico che regola il ciclo sonno-veglia e altri processi fisiologici nel corpo, come la digestione, la secrezione di ormoni e la temperatura corporea. Questo meccanismo è controllato da un gruppo di cellule specializzate nel cervello chiamate nuclei soprachiasmatici (SCN), che ricevono informazioni sulla luce attraverso il nervo ottico e inviano segnali a tutto il corpo per coordinare i cicli circadiani. Il consumo di alcol può disturbare questo meccanismo interferendo con la regolazione del ritmo circadiano, in particolare durante la fase del sonno.

Altri effetti negativi dell’alcol sul sonno

L’insonnia è un disturbo del sonno che può avere diverse cause, tra cui lo stress, l’ansia, la depressione e anche il consumo di alcol. Nonostante molti studi dimostrino che anche il consumo moderato di alcol può indurre insonnia, molte persone continuano a consumare alcol per aiutarsi a dormire.

Ciò può essere dovuto in parte alla percezione che l’alcol sia un sonnifero naturale. Tuttavia, sebbene l’alcol possa indurre sonnolenza iniziale, il suo effetto sul sonno può essere negativo. Infatti, l’alcol può alterare il ritmo circadiano, ridurre la quantità di sonno REM (Movimento Rapido degli Occhi) e aumentare la probabilità di svegliarsi durante la notte.

Inoltre, l’alcol può causare effetti collaterali come la disidratazione, il mal di testa e la nausea, che possono peggiorare l’insonnia. In generale, l’idea che l’alcol possa migliorare il sonno è un mito e può essere dannosa per la salute.

Alcolici in rapporto alla quantità dannosa

Alcuni alcolici sono più dannosi di altri. Ad esempio, il vino rosso contiene antiossidanti che possono essere benefici per la salute, ma se consumato in grandi quantità può causare insonnia. D’altra parte, il whisky ha un alto contenuto di alcol e può causare insonnia anche in quantità moderate. I polifenoli sono un gruppo di composti presenti in molti alimenti, tra cui il vino rosso. Si ritiene che questi composti abbiano proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie, che possono offrire benefici per la salute. Tuttavia, è importante sottolineare che il fine non giustifica i mezzi e il consumo di alcol per ottenere questi benefici non è consigliabile.

Il vino rosso di qualità contiene una quantità significativa di polifenoli, che possono proteggere dalle malattie cardiache, dai danni causati dai radicali liberi e dall’invecchiamento precoce. Tuttavia, l’alcol presente nel vino rosso è una sostanza tossica, pertanto, il consumo di vino rosso dovrebbe essere moderato e sempre accompagnato da una dieta sana ed equilibrata ma è altrettanto corretto dire che anche in quantità moderate il rischio causato dall’alcol esiste. I polifenoli possono essere assunti da altre fonti più sicure e salutari, come integratori alimentari di qualità, piuttosto che contare esclusivamente sul consumo di alcolici.

È importante sottolineare che non è affatto educativo, da parte dei medici o degli esperti di salute, affermare che si può beneficiare dei polifenoli presenti nel vino rosso senza sottolineare la presenza dannosa di alcol presente nel vino. Questo tipo di messaggio può essere pericoloso, poiché può indurre le persone a credere che bere, piccole o grandi quantità poco importa, di vino sia accettabile o addirittura benefico per la salute.

In realtà, è importante ricordare che l’alcol è una sostanza tossica che può causare gravi danni alla salute, anche se non consumato in grandi quantità. Anche se il vino rosso contiene polifenoli e altri antiossidanti che possono essere benefici per la salute, questi benefici non giustificano il consumo di alcol.

Inoltre, il consumo di alcol può portare a una serie di problemi di salute, tra cui aumento di peso, malattie cardiache, problemi di fegato, diabete e altre patologie. Pertanto, è importante che gli esperti di salute sottolineino sempre l’importanza di un consumo moderato di alcol, evitando di creare false aspettative o di incoraggiare il consumo eccessivo.

Inoltre, è importante ricordare che alcuni alimenti possono contenere sostanze benefiche come antiossidanti, ma anche altre sostanze che possono inficiarne i benefici. Ad esempio, la frutta contiene antiossidanti ma anche zucchero, che può avere effetti negativi sulla salute se consumato in eccesso.

L’alcol e il corpo umano: danni agli epatociti, cirrosi e carcinoma epatico

L’alcol viene metabolizzato dal fegato attraverso una serie di processi biochimici che coinvolgono diversi enzimi. L’enzima principale coinvolto nel metabolismo dell’alcol è l’alcol deidrogenasi (ADH), che converte l’alcol in acetaldeide, una sostanza altamente tossica. L’acetaldeide viene poi metabolizzata dall’enzima aldeide deidrogenasi (ALDH), che la trasforma in acetato, una sostanza meno tossica che può essere utilizzata come fonte di energia dal corpo e altre sostanze, tra cui la formaldeide, che è un prodotto del metabolismo dell’acetato. La formaldeide è una sostanza altamente tossica e reattiva che può danneggiare le proteine e il DNA delle cellule, causando danni cellulari e aumentando il rischio di mutazioni genetiche che possono portare al cancro. L’aumento delle transaminasi, ovvero degli enzimi ALT (alanina aminotransferasi) e AST (aspartato aminotransferasi), nel sangue può essere un indicatore di danno epatico causato dall’assunzione di alcol. Quindi, anche se non è direttamente responsabile dell’aumento delle transaminasi, la formaldeide prodotta durante il metabolismo dell’alcol può contribuire ai danni epatici.

Tuttavia, a lungo andare, il fegato può diventare sovraccaricato e non essere in grado di metabolizzare tutto l’alcol presente nel corpo. In questo caso, l’alcol può accumularsi nel sangue e causare anche danni diretti agli epatociti, le cellule del fegato. Inoltre, l’accumulo di alcol può aumentare la produzione di radicali liberi nel fegato, portando a un aumento dello stress ossidativo e della infiammazione nel fegato.

Questi danni possono portare alla steatosi epatica, una condizione in cui il fegato accumula grasso in eccesso, e alla cirrosi, una malattia cronica in cui il fegato viene danneggiato in modo irreversibile. La cirrosi aumenta anche il rischio di sviluppare il carcinoma epatico, un tipo di tumore maligno del fegato.

L’alcol e il cervello: danni alle cellule staminali e alla barriera ematoencefalica

L’alcol può anche avere effetti dannosi sul cervello. Il consumo di alcolici può danneggiare le cellule staminali nel cervello, soprattutto nei più giovani, che sono importanti per sostituire le cellule cerebrali danneggiate. Inoltre, l’alcol può danneggiare la barriera ematoencefalica, che protegge il cervello dalle sostanze tossiche. Quando l’alcol supera questa barriera, può influire sulla funzione cerebrale, alterare le sinapsi neuronali e persino uccidere le cellule cerebrali. Ciò può causare problemi come perdita di memoria, difficoltà di apprendimento, depressione e ansia. Inoltre, l’assunzione regolare di alcol può portare a una diminuzione della quantità di materia bianca nel cervello, che è importante per la trasmissione dei segnali nervosi. In generale, l’uso di alcol, e non l’abuso, può avere gravi conseguenze per la salute del cervello e del sistema nervoso centrale.

Oltre ai sicuri danni a livello cellulare e metabolico, il vero e proprio abuso di alcol può avere anche gravi conseguenze a livello comportamentale e sociale. L’alcolismo può portare a problemi di relazione con gli altri, a violenza domestica, a incidenti stradali e a comportamenti a rischio come l’uso di droghe.

L’abuso di alcolici rappresenta un grave problema per la salute pubblica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il consumo di alcol è responsabile di 3 milioni di morti all’anno nel mondo, oltre a una vasta gamma di malattie e problemi di salute. Ciò nonostante, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dal Sistema Informativo Vino del 2020, il volume di vendita di vino in Italia è stato di circa 18,3 milioni di ettolitri e secondo i dati diffusi dal Consorzio Italia Whiskey, nel 2020 le vendite di whiskey in Italia sono state di circa 11,6 milioni di bottiglie.

Nonostante l’evidenza scientifica sulle conseguenze negative dell’abuso di alcol, il consumo di bevande alcoliche, dunque, rimane diffuso in molte culture. E i Governi ne permettono addirittura la pubblicizzazione sui media.

L’alcol e l’aumento di massa grassa

Ultimo, ma non ultimo, l’alcol è una sostanza dannosa per il corpo umano e viene metabolizzato principalmente dal fegato. Il fegato si sacrifica per eliminare l’alcol dal corpo, convertendolo in sostanze meno tossiche come l’acido acetico, ma questo processo può portare al danno alle proprie cellule e alla comparsa di steatosi epatica, in cui il fegato accumula grasso.

L’alcol può anche contribuire all’aumento della massa grassa totale del corpo. Quando viene consumato, l’alcol viene metabolizzato in trigliceridi, che vengono immagazzinati nelle cellule adipose del corpo. Inoltre, l’alcol induce una risposta insulinica elevata, che può portare alla resistenza all’insulina e all’insorgenza del diabete di tipo 2. L’alcol è una fonte di calorie vuote, poiché non fornisce sostanze nutritive essenziali come vitamine, minerali o proteine. Quando viene consumato, in qualunque quantità, viene convertito in trigliceridi e immagazzinato nelle cellule adipose del corpo, portando all’aumento della massa grassa totale. Un certo numero di studi ha dimostrato una correlazione positiva tra il consumo di alcol e l’aumento di peso, soprattutto nell’area dell’addome. Inoltre, l’alcol può influenzare negativamente il metabolismo del glucosio e l’azione dell’insulina nel corpo, portando alla resistenza all’insulina e all’insorgenza del diabete di tipo 2. L’assunzione di alcol può aumentare la secrezione di insulina, ma anche la sua resistenza, il che significa che il corpo ha bisogno di più insulina per mantenere i livelli di glucosio nel sangue. Questo può portare a un aumento del rischio di diabete di tipo 2. Infatti, è possibile che il consumo di alcol possa indurre un aumento del consumo di zuccheri. Alcuni studi hanno suggerito che l’assunzione di bevande alcoliche può portare ad un aumento della voglia di zuccheri e cibi ad alto contenuto calorico. Ad esempio, uno studio pubblicato su PLoS One nel 2015 ha rilevato che l’assunzione di alcolici può aumentare l’assunzione di cibi ad alto contenuto calorico, anche in assenza di fame.

Un altro studio pubblicato su Appetite nel 2019 ha evidenziato come l’assunzione di alcol possa aumentare la preferenza per i sapori dolci e diminuire la capacità di percepire l’amaro, il che potrebbe portare ad un maggiore consumo di zuccheri.

Uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association ha riportato che il consumo pur moderato di alcol è associato a un aumento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, anche in individui che consumano quantità considerate sicure secondo le linee guida ufficiali. Tuttavia, l’eccessivo consumo di alcol è stato associato a un rischio ancora più elevato.

Inoltre, uno studio pubblicato sul Diabetes Care ha rilevato che l’assunzione di alcol può aumentare il rischio di sviluppare complicanze legate al diabete, come la retinopatia diabetica e la neuropatia.

E ancora, l’alcol può anche influire sulla funzione del pancreas, che è responsabile della produzione di insulina. Il consumo di alcol può causare l’infiammazione del pancreas, nota come pancreatite, che può danneggiare i tessuti del pancreas e comprometterne la funzione.

Alcol e cancro

Il consumo di alcol è stato associato ad un aumentato rischio di sviluppare vari tipi di cancro, tra cui il cancro del seno, del fegato, del colon e del retto. Anche il consumo di vino rosso, che contiene antiossidanti e composti benefici come il resveratrolo, è stato associato ad un aumentato rischio di cancro.

Il meccanismo attraverso cui l’alcol aumenta il rischio di cancro non è ancora completamente compreso, ma si pensa che sia legato ad un aumento della produzione di radicali liberi e ad una riduzione dell’attività del sistema immunitario. Inoltre, l’alcol può danneggiare il DNA e alterare la funzione delle proteine che regolano la crescita e la morte delle cellule, portando alla formazione di cellule tumorali.

Riguardo al vino rosso, sebbene i composti benefici presenti possano avere un effetto protettivo sulla salute cardiovascolare, il consumo di alcol in qualsiasi forma può ancora aumentare il rischio di cancro. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che l’effetto protettivo del resveratrolo potrebbe essere presente solo a dosi molto elevate, che sono difficili da raggiungere tramite il consumo di vino e naturalmente ancora più dannose per l’organismo.

Ad esempio, uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention ha evidenziato una correlazione tra il consumo di vino rosso e un aumentato rischio di cancro al seno nelle donne. Inoltre, uno studio pubblicato sulla rivista Nutrition and Cancer ha mostrato che il consumo di vino rosso è associato ad un aumento del rischio di cancro del colon-retto.

Evitando il consumo di alcol, quanti casi di cancro si possono prevenire?

Esistono studi che hanno cercato di quantificare il numero di casi di cancro che potrebbero essere evitati evitando il consumo di alcol. Ad esempio, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Oncology nel 2018 ha stimato che nel 2016 il consumo di alcol ha causato circa il 5,8% dei casi di cancro e il 4% dei decessi per cancro a livello globale. Il numero di casi di cancro attribuibili all’alcol è stato stimato a circa 740.000, di cui il 47% (ovvero circa 345.000 casi) riguardava il tumore al fegato, il 25% il tumore al seno, il 12% il tumore al colon-retto e il 11% il tumore alla laringe.

Un altro studio pubblicato sulla rivista scientifica American Journal of Public Health nel 2013 ha stimato che, in base ai dati epidemiologici disponibili, l’eliminazione completa del consumo di alcol potrebbe prevenire circa il 3,6% di tutti i casi di cancro in America.

Queste stime sono basate su dati epidemiologici e non possono essere considerate come una previsione precisa. Inoltre, il rischio individuale di sviluppare il cancro a causa del consumo di alcol dipende da molti fattori, come la quantità di alcol consumata, la durata del consumo, l’età, il sesso e la presenza di altri fattori di rischio, come il fumo di tabacco o la predisposizione genetica. Ma di sicuro, consumare alcol, vino rosso di qualità compreso, non aiuta di certo ad evitare il cancro.

Alcol e microbiota intestinale

Non bastasse tutto questo, l’alcol può influire sul microbiota intestinale in diversi modi. Innanzitutto, può causare la morte dei batteri intestinali benefici, che sono importanti per il corretto funzionamento dell’intestino e del sistema immunitario e quindi causare disbiosi intestinale. Questo accade perché l’alcol ha un effetto tossico sui batteri intestinali, in particolare sui batteri che producono acido lattico.

Inoltre, il consumo di alcol può favorire la crescita di batteri patogeni, come Escherichia coli e Enterococcus, che possono causare una serie di problemi di salute, come diarrea, infezioni urinarie e infezioni delle vie respiratorie.

L’alcol può anche influire sulla permeabilità dell’intestino, favorendo l’entrata di sostanze dannose nell’organismo e aumentando il rischio di infiammazione e malattie autoimmuni.

Infine, l’alcol può interferire con la produzione di acidi biliari, che sono importanti per la digestione dei grassi e l’assorbimento delle vitamine liposolubili. Questo può portare a una diminuzione dell’assorbimento di nutrienti essenziali.

Bevi alcolici per scaldarti?

Il mito che l’alcol scalda non è del tutto vero. L’alcol può far sentire più caldo perché dilata i vasi sanguigni, aumentando il flusso di sangue alla superficie della pelle, ma in realtà questo comporta una perdita di calore più rapida dal corpo. Inoltre, l’alcol può anche interferire con la capacità del corpo di regolare la temperatura interna, il che può portare a una diminuzione della temperatura corporea.

Quindi, consumare alcol non è un modo sicuro per riscaldarsi se si è esposti a temperature basse, anzi può essere potenzialmente pericoloso. Invece, è meglio indossare vestiti adeguati per proteggersi dal freddo e mantenere una buona igiene ambientale.

È importante sottolineare che il consumo di alcol può causare un aumento della perdita di calore dal corpo e quindi un rischio maggiore di ipotermia in caso di esposizione prolungata a temperature basse. Inoltre, il consumo di alcol può anche aumentare il rischio di congelamento, poiché può interferire con la capacità del corpo di rilevare i segnali di pericolo di congelamento.

Esiste un consumo moderato e dunque sicuro per il vino?

No. È importante notare che anche il consumo moderato di alcol può avere effetti negativi sulla salute del fegato e del corpo in generale. Ci sono alcuni studi, infatti, che suggeriscono che il consumo di alcol accettabile secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) potrebbe essere ancora troppo elevato per alcune persone e potenzialmente pericoloso per la salute. Secondo l’OMS, l’assunzione di alcol dovrebbe essere limitata a non più di 14 unità alla settimana per le donne e non più di 21 unità alla settimana per gli uomini. Tuttavia, alcuni esperti ritengono che anche questo livello di consumo possa aumentare il rischio di malattie croniche, tra cui il cancro, l’ipertensione, la malattia coronarica e la malattia epatica.

Ad esempio, uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet nel 2018 ha suggerito che non esiste un livello di consumo di alcol che sia completamente sicuro per la salute. Il rapporto ha analizzato i dati relativi all’assunzione di alcol di oltre 500 mila persone in tutto il mondo e ha concluso che l’assunzione di alcol è stata associata ad un aumento del rischio di morte prematura per qualsiasi causa, compresi i tumori e le malattie cardiovascolari.

Un altro studio, pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health nel 2018, ha esaminato i dati relativi all’assunzione di alcol di oltre 600 mila persone in 19 paesi e ha concluso che anche il consumo moderato di alcol può aumentare il rischio di morte prematura per alcune malattie, tra cui il cancro e le malattie cardiovascolari.

Questi studi suggeriscono che anche il consumo di alcol considerato accettabile dalle linee guida dell’OMS può essere pericoloso per la salute e che è importante limitare l’assunzione di alcol il più possibile per prevenire le malattie croniche. Meglio se il consumo è zero.

Inoltre, è importante sottolineare che non solo il vino, ma anche altre bevande alcoliche, contengono alcol e il cui consumo, anche modesto può causare danni alla salute.

I vantaggi per la salute umana derivanti dal consumo di alcol, vino compreso

Non esiste una quantità o tipologia di alcol che può essere considerata “salutare” per l’organismo. Anche il consumo moderato di alcol, nemmeno del vino rosso più di qualità con tutti i polifenoli del mondo messi assieme, può comportare rischi per la salute e aumentare il rischio di malattie come il cancro, l’ipertensione, le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2. Non è stato dimostrato alcun vantaggio per la salute derivante dal consumo cronico di alcolici. È importante ricordare che l’alcol è una sostanza potenzialmente dannosa per il nostro organismo e che è sempre meglio limitarne il consumo o evitarlo del tutto.

In conclusione, il consumo di alcolici può ridurre la produzione di melatonina e quindi causare insonnia. Questo avviene attraverso un meccanismo biochimico che coinvolge l’inibizione dell’enzima che produce la melatonina. Inoltre, il consumo di alcol può causare danni a livello cellulare e metabolico, può avere effetti dannosi sul fegato, il metabolismo dei lipidi, la funzione del pancreas, la risposta insulinica e il microbiota intestinale e comportamentale e sociale. È importante evitare l’uso e non solo l’abuso di alcolici per evitare problemi di salute.

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