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Sovrapposizione tra dipendenza da zucchero e dipendenza da droghe: prove scientifiche

Introduzione:

Il consumo di zucchero è stato associato a comportamenti compulsivi e ad un potenziale effetto di dipendenza simile a quello delle droghe.

Uno studio condotto e pubblicato su PLoS nell’agosto 2007 ha esaminato gli effetti di una bevanda ad alto contenuto di zucchero su ratti dipendenti dalla cocaina. La cocaina è una delle droghe che crea dipendenza più rapidamente, poiché stimola la produzione di dopamina nei centri del piacere del cervello, in particolare nel nucleo ventromediale del mesencefalo.

Sono stati utilizzati topi resi dipendenti dalla cocaina, che sono stati esposti a una scelta tra dosi di cocaina e soluzioni di zucchero altamente dolci. Gli esperimenti sono stati condotti utilizzando diverse condizioni e misurando il comportamento dei topi, come la preferenza, l’auto-somministrazione e il consumo di sostanze. Quando ai topi dipendenti dalla cocaina viene offerta la possibilità di scegliere tra la droga stessa e una bevanda molto dolce, in pochi giorni cambiano la loro preferenza e si orientano verso la bevanda zuccherata. I risultati hanno mostrato che la dolcezza intensa superava la ricompensa indotta dalla cocaina. Ciò accade perché lo zucchero stimola lo stesso meccanismo di aumento di dopamina nel cervello, ma in modo più potente. L’aumento di dopamina produce una sensazione intensa di piacere. Qualsiasi sostanza che causa dipendenza induce un impulso ossessivo-compulsivo per la ricerca di quella stessa sostanza. Il nucleo ventromediale del mesencefalo proietta una memoria motoria associativa, in cui l’animale impara come procurarsi la sostanza che gli procura piacere e si muove per cercarla al fine di ripetere l’esperienza piacevole. Ciò suggerisce che lo zucchero può stimolare meccanismi di ricompensa cerebrale simili ma più potenti di quelli delle droghe, evidenziando il potenziale di dipendenza associato al consumo di zucchero. Questo studio supporta l’idea che il consumo eccessivo di zucchero possa influenzare i circuiti cerebrali della ricompensa, portando a comportamenti di ricerca ossessiva e dipendenza.

Un altro studio pubblicato sulla rivista Neuroscience and Biobehavioral Reviews nel 2008  ha evidenziato che l’assunzione intermittente ed eccessiva di zucchero può influenzare il sistema di ricompensa cerebrale, inducendo cambiamenti comportamentali e neurochimici simili a quelli osservati nelle dipendenze da sostanze. Gli autori hanno riportato prove di comportamenti compulsivi, aumento del consumo di zucchero, segni di astinenza e alterazioni nel sistema dopaminergico associato al piacere e alla ricompensa. Queste evidenze supportano l’idea che l’assunzione di zucchero possa generare dipendenza comportamentale e neurochimica, sostenendo l’ipotesi di una possibile “dipendenza dallo zucchero”.

In un altro articolo pubblicato sulla rivista Obesity Research nel 2002, condotto utilizzando un modello animale (ratti), sono stati esaminati gli effetti dell’assunzione intermittente eccessiva di zucchero sul comportamento, i cambiamenti neurochimici e la dipendenza dagli oppioidi endogeni. I risultati hanno mostrato che l’assunzione intermittente ed eccessiva di zucchero può causare cambiamenti comportamentali e neurochimici simili a quelli associati alla dipendenza dagli oppioidi. Gli autori hanno osservato un aumento nella sensibilità agli oppioidi endogeni, un comportamento di ricerca ossessiva di zucchero e segni di astinenza quando il consumo di zucchero veniva interrotto.

Molto interessante è un altro studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience nel 2010. Lo studio si concentra sull’analisi dei recettori della dopamina D2 e la loro relazione con la disfunzione della ricompensa simile alla dipendenza e all’alimentazione compulsiva negli animali obesi. Gli autori esplorano il coinvolgimento dei recettori D2 nella regolazione della ricompensa e del controllo degli impulsi, e come alterazioni dei recettori D2 possano influenzare i comportamenti di ricerca di sostanze o di alimentazione eccessiva. I risultati dello studio indicano che gli animali obesi presentano una ridotta espressione dei recettori D2 nella regione cerebrale associata alla ricompensa. Questa ridotta disponibilità di recettori D2 è correlata a un’alterata regolazione della ricompensa e a un aumento dei comportamenti di alimentazione compulsiva. Gli autori suggeriscono che questa disfunzione dei recettori D2 potrebbe contribuire allo sviluppo di comportamenti simili alla dipendenza e all’eccessiva alimentazione nelle condizioni di obesità.

Anche un altro studio pubblicato sulla rivista Current Opinion in Clinical Nutrition and Metabolic Care nel 2013 esplora l’analogia tra la dipendenza da zucchero e la dipendenza da droghe, cercando di approfondire la comprensione dei meccanismi biologici e comportamentali coinvolti nella dipendenza da zucchero. L’articolo esamina le evidenze scientifiche disponibili sulla dipendenza da zucchero, inclusi studi su animali e studi epidemiologici sull’uomo. Gli autori analizzano anche i fattori neurobiologici e comportamentali che potrebbero contribuire alla dipendenza da zucchero, nonché le somiglianze e le differenze tra la dipendenza da zucchero e la dipendenza da droghe. Lo studio conclude che, nonostante le evidenze siano ancora limitate, esistono prove suggestive che il consumo eccessivo di zucchero possa avere effetti simili a quelli delle droghe sul cervello e sul comportamento.

Infine, l’articolo intitolato “Sweet preference, sugar addiction and the familial history of alcohol dependence: shared neural pathways and genes” pubblicato su J Psychoactive Drugs nel 2010 mette in relazione le due principali dipendenze legalizzate: lo zucchero e l’alcol, di cui ho ampiamente parlato in recenti articoli, per leggere il più recente vai qui.

Premesse dello studio: lo studio si basa sull’ipotesi che esista una relazione tra la preferenza per il gusto dolce, l’addiction allo zucchero e la storia familiare di dipendenza dall’alcol. Si ipotizza inoltre che ci possano essere vie neurali e geniche comuni coinvolte in questi fenomeni.

Operatività dello studio: lo studio utilizza un approccio di revisione della letteratura scientifica esistente. Vengono esaminati studi precedenti che indagano le correlazioni tra la preferenza per il gusto dolce, l’addiction allo zucchero e la dipendenza dall’alcol, concentrandosi anche sulla possibile sovrapposizione delle vie neurali e dei geni coinvolti. Vengono analizzati studi sull’uomo e su animali da laboratorio.

Conclusioni dello studio: lo studio suggerisce l’esistenza di una sovrapposizione tra la preferenza per il gusto dolce, l’addiction allo zucchero e la dipendenza dall’alcol. Vengono evidenziate vie neurali comuni, come il sistema di ricompensa cerebrale, che possono essere coinvolte in entrambi i fenomeni. Inoltre, vengono discusse le evidenze di una possibile componente genetica condivisa che influisce sulla predisposizione alla preferenza per il gusto dolce e alla dipendenza da sostanze. 

La dipendenza da zucchero e cocaina:

Possiamo quindi dedurre che, se lo zucchero agisce come una sostanza che genera piacere cerebrale (aumentando la disponibilità di dopamina), uno dei possibili meccanismi che lega il consumo di zucchero all’ossessione-compulsione nella sua ricerca è un meccanismo di dipendenza simile a quello della cocaina. Anzi, sembra che questo meccanismo sia ancora più accentuato, almeno nel modello animale. Se presumiamo che lo stesso accada nell’uomo (gli studi citati non sono riferiti all’uomo), possiamo comprendere come sia il consumo di cibi e bevande zuccherate, sia negli individui giovani che adulti, a generare una richiesta continua e compulsiva degli stessi, innescando una dipendenza e una domanda ininterrotta.

Stimolazione dei recettori dolci e dipendenza:

Nella maggior parte dei mammiferi, inclusi i ratti e gli esseri umani, i recettori del gusto dolce si sono evoluti in un ambiente in cui l’assunzione di zucchero era limitata e non comune. Di conseguenza, gli attuali eccessivi consumi di cibi e bevande dolci, che sono in netto contrasto con l’ambiente evolutivo umano, provocano una sovrastimolazione dei recettori del gusto dolce, che non è naturale. Questa sovrastimolazione sembra indurre una risposta cerebrale anormale e intensa di natura dopaminergica, portando a uno squilibrio dei meccanismi di autocontrollo e, di conseguenza, favorendo la dipendenza.

Le ricerche citate in questo articolo sostengono l’idea che l’assunzione eccessiva di zucchero possa influenzare i circuiti cerebrali della ricompensa, portando a comportamenti di ricerca ossessiva e dipendenza.

Conclusioni:

I risultati degli studi condotti sui ratti indicano che l’assunzione di bevande molto zuccherate può influenzare la scelta dei soggetti dipendenti dalla cocaina, portandoli a preferire la dolcezza alla droga. Ciò suggerisce che lo zucchero agisca sul cervello stimolando il rilascio di dopamina in modo simile alla cocaina, potenziando la sensazione di piacere. Sebbene gli studi non si siano concentrati specificamente sull’uomo, è ragionevole ipotizzare che lo stesso meccanismo possa verificarsi anche nelle persone. Di conseguenza, l’eccessivo consumo di cibi e bevande zuccherate, particolarmente diffuso tra i giovani e gli adulti, potrebbe contribuire alla dipendenza e alla comparsa di una richiesta compulsiva di tali prodotti. Queste evidenze mettono in luce l’importanza di una maggiore consapevolezza sugli effetti dello zucchero e di una moderazione, meglio ancora l’abbandono totale del suo consumo, per preservare la salute e prevenire potenziali problemi di dipendenza.

Bibliografia

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  6. Fortuna JL. Sweet preference, sugar addiction and the familial history of alcohol dependence: shared neural pathways and genes. J Psychoactive Drugs. 2010;42(2):147-151.
 

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