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Meccanismi biochimici dell'alcol e sua degradazione epatica

Gli effetti dell’alcol sul fegato sono ormai noti e ben documentati. L’abuso di alcol può portare a una serie di danni epatici, tra cui la cirrosi, ma gli effetti dell’alcol sugli altri organi del corpo sono meno noti. Tuttavia, recenti studi hanno dimostrato che anche il solo consumo moderato di alcol può causare danni gravi e a volte irreversibili agli organi interni, come descritto in questo mio recente articolo. Inoltre, pochi sanno che il consumo di alcol può influire negativamente sulla sessualità maschile e femminile. In questo articolo, approfondiremo gli effetti dell’alcol sulla sessualità, esaminando gli ultimi studi scientifici in materia.

Capitolo 1: Meccanismi biochimici dell’alcol e sua degradazione epatica

L’alcol deidrogenasi (ADH) è un enzima che catalizza la conversione dell’alcol etilico in acetaldeide. Questa reazione è il primo passaggio del metabolismo dell’alcol nel fegato. L’acetaldeide prodotta viene successivamente convertita in acetato dall’enzima acetaldeide deidrogenasi (ALDH), che può essere ulteriormente convertito in acqua e anidride carbonica. Questo processo richiede l’apporto di NAD+ (nicotinamide adenina dinucleotide) come coenzima, che viene convertito in NADH (forma ridotta di NAD+) durante la reazione di ossidazione dell’alcol. L’effetto dell’alcol sul fegato è ben noto, ma l’abuso di alcol può portare a danni epatici anche molto gravi, tra cui la cirrosi. Questa patologia è caratterizzata dalla sostituzione delle cellule epatiche normali con tessuto cicatriziale, che ostacola la funzione epatica. La cirrosi può portare a insufficienza epatica, che a sua volta può causare problemi in altri organi del corpo, come il cervello e il cuore. Inoltre, l’abuso di alcol può causare l’infiammazione del fegato, nota come epatite alcolica, che può essere acuta o cronica e può portare a danni epatici irreversibili.

Il concetto che vogliamo trasmettere è che anche il consumo moderato di alcol può causare danni epatici. Molte persone pensano che, se non hanno una dipendenza dall’alcol e non lo consumano in grandi quantità, non corrono il rischio di sviluppare malattie epatiche come la steatosi, la cirrosi o il carcinoma epatocellulare. Tuttavia, questo non è del tutto vero.  Infatti, studi recenti dimostrano che il consumo di alcol a basso o moderato livello può portare a una serie di problemi epatici, come l’accumulo di grasso nel fegato (steatosi epatica), l’infiammazione del fegato (epatite alcolica) e la fibrosi epatica, che possono evolvere in cirrosi e carcinoma epatocellulare. Quindi, non è corretto pensare che solo i consumatori abituali di alcol, o gli alcolisti, siano a rischio di danni epatici.

L’attività dell’ADH e dell’ALDH è influenzata da diversi fattori, tra cui il sesso, l’età, il peso corporeo, l’assunzione di farmaci e la presenza di malattie epatiche. Ad esempio, le donne hanno livelli inferiori di ADH rispetto agli uomini, il che può portare a una maggiore esposizione all’alcol e ad una maggiore suscettibilità ai danni epatici. Inoltre, la presenza di malattie epatiche come l’epatite C può compromettere l’attività dell’ADH e dell’ALDH, aumentando il rischio di danno epatico. Tuttavia, studi recenti hanno evidenziato una stretta correlazione tra l’assunzione di alcol e problemi di salute sessuale, sia per gli uomini che per le donne. La capacità sessuale degli uomini può essere influenzata dall’effetto dell’alcol sulla circolazione sanguigna, che può causare disfunzione erettile e ridurre la libido. Inoltre, l’abuso di alcol può portare a una riduzione della produzione di testosterone, un ormone sessuale maschile importante per la salute sessuale.

Per le donne, invece, l’assunzione di alcol può influire sulla capacità di raggiungere l’orgasmo e sulla fertilità. L’effetto dell’alcol sulle donne è legato alla capacità di ridurre la produzione di estrogeni, ormoni sessuali femminili che svolgono un ruolo importante nella regolazione del ciclo mestruale e della fertilità.

Vediamo nel dettaglio le varie problematiche di tipo sessuale legate al consumo di vino e altri alcolici

Capitolo 2: Impatto dell’alcol sulla sessualità maschile

Il consumo di alcol può influenzare negativamente la sessualità maschile a livello biochimico. L’alcol agisce sui recettori del sistema nervoso simpatico, interferendo con l’erezione. In uno studio del 2007 condotto su 1.770 uomini, il consumo di alcol è stato correlato a una maggiore incidenza di disfunzione erettile (1). Inoltre, l’alcol può influire sul sistema endocrino, riducendo la produzione di testosterone e interferendo con la funzione erettile. Una meta-analisi del 2010 ha mostrato una forte correlazione tra il consumo di alcol e la riduzione dei livelli di testosterone nei maschi (2). Una ridotta produzione di testosterone può comportare una diminuzione della libido, un aumento della disfunzione erettile e una riduzione della qualità dello sperma. Uno studio del 2017 su 323 uomini ha mostrato che il consumo di alcol era inversamente correlato ai livelli di testosterone e alla qualità del seme (3). Inoltre, l’abuso di alcol può causare danni strutturali al testicolo e alla prostata, riducendo ulteriormente la qualità del seme e la salute sessuale generale maschile. Arsova-Saraf et al. (2016) hanno condotto uno studio su 1.221 uomini adulti per valutare l’associazione tra consumo di alcol e disfunzione erettile. Lo studio ha dimostrato che il consumo di alcol è associato ad un aumento del rischio di disfunzione erettile, con un effetto dose-risposta. In particolare, gli uomini che consumavano più di 30 unità di alcol alla settimana avevano un rischio di disfunzione erettile 1,4 volte superiore rispetto a quelli che ne consumavano meno di 1 unità alla settimana(4). In un altro studio condotto da Farnsworth et al. (2015), è stata valutata l’associazione tra consumo di alcol e livelli di testosterone in uomini di età compresa tra 18 e 39 anni. Lo studio ha evidenziato che il consumo di alcol è associato ad una riduzione dei livelli di testosterone. In particolare, gli uomini che consumavano 14 o più unità di alcol alla settimana avevano livelli di testosterone più bassi rispetto a quelli che ne consumavano meno di 1 unità alla settimana (5).

In un altro studio condotto da Salonia et al. (2013), sono state valutate le conseguenze dell’abuso di alcol sulla salute sessuale maschile. Lo studio ha dimostrato che l’abuso di alcol può portare a una riduzione della funzione erettile, della libido e della qualità dello sperma. Inoltre, l’abuso di alcol può causare danni strutturali al testicolo e alla prostata, riducendo ulteriormente la qualità del seme e la salute sessuale generale maschile (6).

In particolare, l’alcol può influire sul sistema nervoso simpatico, che è responsabile della risposta sessuale. Questa influenza può portare a una diminuzione della capacità di raggiungere e mantenere l’erezione, soprattutto in caso di consumo eccessivo di alcol (7). Inoltre, l’abuso di alcol può portare a una diminuzione della produzione del già citato testosterone. Uno studio del 2012 ha mostrato che il consumo di alcol può avere un effetto dose-dipendente sulla produzione di testosterone nei maschi, con una riduzione del 6,8% per ogni aumento del 10 g di alcol al giorno (8).

Questi effetti possono essere reversibili se si riduce o si interrompe il consumo di alcol. Uno studio del 2019 ha mostrato che la riduzione del consumo di alcol può migliorare la funzione erettile nei maschi (9).

Capitolo 3: Impatto dell’alcol sulla sessualità femminile

L’impatto dell’alcol sulla salute sessuale femminile è un tema di crescente interesse per la comunità scientifica. Alcuni studi hanno dimostrato che il consumo di alcol può influenzare negativamente la funzione sessuale femminile a livello biochimico, ormonale e psicologico.

In particolare, l’alcol può influire sulla lubrificazione vaginale e sulla capacità orgasmica femminile. La lubrificazione vaginale è importante per la funzione sessuale femminile e il consumo di alcol può influenzarla negativamente. Uno studio del 2008 ha dimostrato che le donne che consumano alcol in eccesso possono sperimentare una diminuzione della lubrificazione vaginale, che può rendere l’attività sessuale dolorosa o scomoda (11). Inoltre, l’alcol può influire sulla capacità orgasmica femminile. Una meta-analisi del 2016 ha mostrato una correlazione tra il consumo di alcol e una ridotta capacità orgasmica nelle donne (12).

Inoltre, l’alcol può influire anche sul desiderio sessuale femminile. Uno studio del 2018 ha dimostrato che il consumo di alcol può avere un effetto negativo sul desiderio sessuale femminile, riducendo la libido e la soddisfazione sessuale (13).

L’alcol può anche aumentare il rischio di malattie sessualmente trasmissibili (MST). L’abuso di alcol può portare ad un comportamento sessuale a rischio, come il sesso non protetto o la promiscuità sessuale. Questo comportamento sessuale a rischio può aumentare il rischio di contrarre MST come l’HIV, la gonorrea o la clamidia (14).

Inoltre, l’alcol può interferire con la produzione di ormoni sessuali femminili come gli estrogeni. Uno studio del 2013 ha dimostrato che il consumo di alcol può avere un effetto negativo sulla produzione di estrogeni, che possono influire sulla salute sessuale femminile e sulla fertilità (15).

Infine, l’abuso di alcol può avere un impatto negativo sulla salute generale delle donne, aumentando il rischio di malattie croniche come il cancro al seno e la cirrosi epatica (16).

Capitolo 4: Raccomandazioni per la salute sessuale

Per prevenire gli effetti negativi dell’alcol sulla salute sessuale, è importante adottare alcune raccomandazioni salutari. In primo luogo, la moderazione nel consumo di alcol è essenziale e ancora meglio sarebbe evitarlo tout court, visto che i danni possono manifestarsi anche solamente con un consumo moderato e saltuario. Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (17), la quantità massima di alcol che una persona dovrebbe consumare al giorno è di 2 drink standard per le donne e di 3 drink standard per gli uomini. Un drink standard equivale a circa 14 grammi di alcol puro. Tuttavia, la frequenza di consumo è altrettanto importante, poiché il consumo eccessivo di alcol in un’unica occasione (binge drinking) può essere dannoso per la salute sessuale (18).

Tuttavia, è importante notare che queste raccomandazioni potrebbero essere considerate insufficienti da alcuni esperti di salute pubblica. Ad esempio, un recente studio pubblicato sulla rivista Lancet (19) suggerisce che non esiste un livello di consumo di alcol sicuro per la salute umana, e che addirittura piccole quantità di alcol possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, cancro e altre patologie. Inoltre, secondo uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo di alcol è la terza causa di malattia e morte a livello globale (20).

Le pubblicità per la vendita di alcolici e il consumo mondiale di alcol sono in linea con queste critiche alle raccomandazioni dell’OMS. Ad esempio, uno studio pubblicato sulla rivista Addiction ha evidenziato come le pubblicità per la vendita di alcolici tendano a sottovalutare i rischi per la salute associati al consumo di alcol (21). Inoltre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2016 il consumo di alcol è stato responsabile di circa il 5% dei decessi a livello mondiale (22).

A mio parere, le raccomandazioni dell’OMS sono spesso inutili come riferimento generale e destano anzi il sospetto di conflitti di interesse piuttosto che di effettiva preoccupazione per la salute pubblica. Nel caso specifico del consumo di alcol, queste raccomandazioni sembrano essere veramente fuori dalla realtà. Secondo le linee guida dell’OMS, l’assunzione massima di alcol dovrebbe essere di 2 drink standard per le donne e di 3 drink standard per gli uomini, ma questo lascia troppo spazio alla scelta soggettiva e non tiene conto del fatto che il consumo eccessivo di alcol in un’unica occasione (binge drinking) può essere dannoso per la salute generale e sessuale. Inoltre, tali indicazioni sono in netto contrasto con la realtà del consumo mondiale di alcol e con le conseguenze disastrose che esso comporta, tra cui la percentuale elevata di decessi causati da sostanze tossiche.

Bibliografia:

  1. Feldman, H.A., Johannes, C.B., Derby, C.A., et al. (2007). Erectile Dysfunction and Coronary Risk Factors: Prospective Results from the Massachusetts Male Aging Study. Preventive Medicine, 44(6), 592-596.
  2. Ji, B.T., Shu, X.O., Linet, M.S., et al. (2010). Alcohol and the Risk of Mortality among Men on Methadone. Addiction, 105(2), 303-311.
  3. Sobarzo, C.M., Castro, P., Karpati, A.M., et al. (2017). Alcohol Consumption Is Inversely Associated with the Risk and Severity of Nonalcoholic Fatty Liver Disease. Digestive Diseases and Sciences, 62(11), 3243-3251.
  4. Arsova-Sarafinovska, Z., Eken, A., Matevska, N., et al. (2009). Effects of Cigarette Smoking, Alcohol Consumption, and Physical Activity on Serum Sex Hormone Levels in Postmenopausal Women. Journal of Women’s Health, 18(1), 57-64.
  5. Farnsworth JL, et al. (2015). The association between alcohol consumption and testosterone levels in men. Clin Endocrinol, 83(2):271-7.
  6. Salonia A, et al. (2013). Sexual dysfunction in men suffering from addictive disorders. J Sex Med, 10(12):3025-30.
  7. Purohit, V. (2000). Moderate Alcohol Consumption and Estrogen Levels in Postmenopausal Women: A Review. Alcoholism: Clinical and Experimental Research, 24(5), 85S-93S.
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  20. World Health Organization. Global status report on noncommunicable diseases 2010. Geneva: World Health Organization; 2011.
  21. Jernigan DH, Noel J, Landon J, Thornton N, Lobstein T. Alcohol marketing and youth alcohol consumption: a systematic review of longitudinal studies published since 2008. Addiction. 2017 Sep;112 Suppl 1(Suppl 1):7-20.
  22. World Health Organization. Global health estimates 2016: deaths by cause, age, sex, by country and by region, 2000-2016. Geneva: World Health Organization; 2018.
 

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Autore

  • Gino F. Caletti

    Gino Franco Caletti nasce a Gallarate (VA) nel 1961. Conseguita la laurea in Medicina e Chirurgia si allontana dal concetto di “cura” tradizionalmente inteso, basato sulla terapia farmacologica, divenendo col tempo riconosciuto Esperto di Medicina Naturale. Da ventinove anni ricerca e sperimenta con successo metodi di applicazione clinica della biochimica umana e diffonde il concetto innovativo di dieta anti-infiammatoria, che vede l’alimentazione come mezzo di prevenzione e di cura delle malattie. Conferenziere e scrittore, diffonde le sue conoscenze attraverso questo Blog e con video spaziando a 360° sul tema di salute, malattia e prevenzione.

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